Un nuovo modello fiscale per Pescara, Montesilvano e Spoltore

La crisi dell’imprenditoria italiana, e di conseguenza abruzzese, ha molte diverse cause, ma c’è un incriminato principale che si chiama “pressione fiscale”. Il monte di gabelle e tasse che un’impresa deve versare allo Stato, quindi a livello nazionale, e a Regione e Comune, finisce per diventare un giogo che, se non annulla del tutto i guadagni, ci va molto vicino. Si calcola infatti che la maggior parte delle imprese italiane debba arrivare al mese di agosto per cominciare a guadagnare davvero: per tutto il resto del’anno i suoi incassi sono destinati a pagare le imposte.

Quindi questa si presenta come una delle problematiche principali da affrontare al fine di poter dare una possibilità di ripresa alle imprese nazionali e abruzzesi. Ma come fare? Cancellare le tasse, purtroppo, è impossibile: ma tre comuni della Regione Abruzzo, ovvero Pescara, Montesilvano e Spoltore, hanno ideato un modello che, secondo le previsioni fatte dalla CNA, potrebbe diventare anche nazionale. Anzi, sarebbe opportuno che lo diventasse. In parole povere, il progetto prevede che questi tre comuni si uniscano fiscalmente, in modo che le aziende dei tre territori comunali non debbano più pagare in modo disgiunto ma unitamente. Quali sarebbero i vantaggi di questa soluzione? A parlarne diffusamente, presentando i dati ricavati da uno studio fatto sulla materia, è stato Claudio Carpentieri, responsabile dell’area fiscale nazionale della CNA. Carpentieri ha infatti elaborato il modo in cui cambierebbe la pressione fiscale sui tre comuni sopracitati nel momento in cui si accorpassero come unico comune, dal punto di vista ovviamente fiscale. E i risultati sono stati decisamente incoraggianti. Attualmente la pressione fiscale si attesta a 63,8% a Montesilvano, 62,1% a Pescara e 58,6% a Spoltore. Se invece le tre realtà si unissero si godrebbe di una pressione fiscale livellata, intorno al 61%. Solo Spoltore ne risentirebbe un po’, ma il beneficio globale per tutte le aziende sarebbe innegabile. Un altro vantaggio sta nel fatto che i tre comuni si rivolgerebbero in modo coeso ad un unico fornitore di servizi, e non a tre come accade attualmente. Ciò vorrebbe dire la possibilità di abbattere i costi e di conseguenza le aliquote. Così, se oggi un imprenditore pescarese deve aspettare il 20 agosto per iniziare a lavorare per le sue tasche, e non per quelle dell’Erario statale, attraverso un’azione congiunta tale data potrebbe essere anticipata notevolmente. All’esposizione di tali punti fatta da Carpentieri a Pescara nei primi giorni di ottobre erano presenti molti interlocutori interessati: i rappresentanti dei comuni di Spoltore e Montesilvano, il presidente della Camera di Commercio Daniele Becci e il direttore della CNA di Pescara Carmine Salce. Non è mancato neppure Cristian Odoardi, presidente provinciale della CNA, che ha concluso l’intervento di Carpentieri facendo due conti a sua volta. Mettere in atto l’unificazione dei tre comuni abruzzesi significherebbe per lo Stato risparmiare qualcosa come otto milioni di euro. Tali risorse sarebbero più che sufficienti per consentire un ulteriore abbattimento della pressione fiscale, con conseguenti benefici per le imprese regionali. Non sembra dunque esserci motivo, ha concluso Odoardi, per cui quella che è un’idea nata in seno ad una regione specifica non possa diventare una modalità condivisa a livello nazionale. Elaborato il modello, e tratte le conclusioni, ora non resta che rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme affinché l’idea diventi realtà e porti al più presto una boccata di ossigeno alle imprese in sempre maggiore affanno.