Resto al Sud: un aiuto all’imprenditoria giovanile

Uno dei problemi atavici del nostro Paese è la scarsa occupazione al Sud. Anche in questi anni di crisi economica, in cui il problema della disoccupazione si è purtroppo ampliato all’intera penisola, le regioni del meridione restano sempre il fanalino di coda, e la Regione Abruzzo fa parte di questa fetta d’Italia. Da parte delle istituzioni c’è da sempre il tentativo di mettere in campo forze e azioni che possano cambiare questo stato di cose, e dal 15 gennaio è partito un nuovo progetto che sulla carta promette molto bene.

Il nome che gli è stato dato è estremamente significativo: si chiama infatti “Resto al Sud” ed ha il dichiarato intento di voler aiutare i più giovani a trovare nella propria regione di residenza un futuro degno di questo nome, almeno dal punto di vista lavorativo. “Resto al Sud” è un progetto portato avanti da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo e l’attrazione d’impresa, con l’appoggio del Ministero dell’Economia di cui Invitalia è partecipata. Si tratta di uno stanziamento di una somma ingente, parliamo di 1,25 miliardi di euro, destinati a sostenere l’imprenditoria giovanile al sud. Le regioni a cui è rivolto il bando sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e i soggetti a cui è destinato sono i giovani imprenditori di età compresa tra i 18 e i 35 anni (36 non ancora compiuti). I requisiti che si deve possedere per fare domanda sono: non avere un posto di lavoro a tempo indeterminato, non aver già usufruito negli ultimi tre anni di un finanziamento di stessa natura, e non essere titolari di altre imprese attive oltre quella con cui si presenta la richiesta di finanziamento. Possono partecipare ditte individuali, società o cooperative, quindi sia soggetti singoli che gruppi di persone. C’è tempo fino al 21 giugno 2018, mentre la data a partire dalla quale si è potuto cominciare a presentare le richieste è stata il 15 gennaio 2017. Sicuramente la celerità può giocare un ruolo importante, perché Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, ha fatto sapere che le richieste verranno esaminate in ordine cronologico, e che verranno ammesse al finanziamento tutte quelle imprese che dimostreranno di avere le carte in regola. Il numero di domande che si spera di poter accontentare dovrebbe comunque essere piuttosto elevato vista la cifra che c’è a disposizione. Si può fare richiesta di importi che possono arrivare fino a 50 mila euro per singolo richiedente, anche 200 mila per un gruppo di richiedenti. Quali sono le voci che possono essere ammesse a finanziamento? Il bando prevede la possibilità di fare richieste relative all’acquisto di attrezzature di varia natura, ad interventi su beni immobili, all’acquisizione di programmi e servizi informatici. Sono incluse anche le spese di avvio attività nel caso di imprese di nuova formazione. Il finanziamento può essere erogato fino a coprire al 100% la cifra richiesta al giovane imprenditore, la cui ditta può essere costituita già prima dell’emissione del bando ma può anche essere formata in questi mesi che mancano alla scadenza per presentare le domande. Le uniche due categorie che sono escluse da questo finanziamento sono i liberi professionisti e le attività commerciali. Lo scopo di “Resto al Sud” è quello di consolidare i buoni risultati già raggiunti negli ultimi tre anni e di aiutare un ulteriore sviluppo dell’imprenditoria del meridione d’Italia, compresa quella abruzzese.