Resto al Sud: no alle delocalizzazioni

La crisi della piccola e media impresa in Italia si lega a molti fattori: non ultimo quello delle delocalizzazioni. Poiché in molti Paesi esteri la manodopera costa meno, e anche la pressione fiscale è inferire, ci sono non poche aziende che chiudono per spostare i propri stabilimenti produttivi altrove. Questo, ovviamente, comporta un notevole danno per l’economia nazionale e locale, ed è contro le delocalizzazioni che le associazioni di categoria abruzzesi hanno deciso di mobilitarsi, conseguendo anche un primo piccolo successo.

Alla Regione Abruzzo, infatti, è stato presentato un progetto di legge dal titolo “Misure a sostegno delle imprese e dell’occupazione sul territorio regionale e di contrasto alle delocalizzazioni produttive” che è già passato in commissione e che ora dovrà superare anche il vaglio del consiglio regionale. L’idea di stilare un progetto di legge contro le delocalizzazioni è venuta in mente alla UIL Abruzzo dopo il caso Honeywell. La Honeywell è un’azienda internazionale che produce turbocompressori e che ha una sede ad Atessa, in provincia di Chieti. Dopo la decisione della dirigenza di spostare la maggior parte della produzione in Slovacchia e in Romania, gli oltre 400 operai che lavoravano nella fabbrica di Atessa si sono trovati in mezzo ad una strada, senza nemmeno il miraggio della cassa integrazione. A seguito di questo fatto, la UIL ha subito fatto una levata di scudi per difendere i diritti dei lavoratori, sottolineando come dovessero essere le istituzioni a porre dei limiti alla possibilità di un’azienda di spostare la sua sede. Quantomeno, ha detto il segretario regionale della UIL Abruzzo Michele Lombardo, dovrebbero sussistere dei motivi molto seri, e non solo la volontà di approfittare delle condizioni fiscali agevolate di altri Paesi. Per questo la nascita del progetto di legge è stata salutata come un successo, poiché potrebbe segnare un primo passo verso un vero cambiamento del mondo del lavoro. L’auspicio, ovviamente, è che la legge diventi effettiva, e in tal senso fa ben sperare il fatto che in commissione sia stata votata all’unanimità. Inoltre, una volta che la legge diventasse effettiva, potrebbe essere anche il punto di riferimento per l’intera normativa nazionale. Accanto alla difesa dei lavoratori, attraverso una normativa che renda più stabile il posto di lavoro di chi è assunto da aziende internazionali come la Honeywell, va avanti anche la spinta decisa a radicare nel territori i più giovani. Dal mese di gennaio è infatti attivo a favore delle regioni del Sud Italia, tra le quali è incluso anche l’Abruzzo, il bando “Resto al Sud”, che prevede dei finanziamenti massimo di 50 mila euro. Ad essere premiati sono i giovani imprenditori, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che risiedono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La cifra che si può richiedere può essere somministrata o a fondo perduto, per al massimo il 35% del progetto finanziabile, o sotto forma di finanziamento bancario. Le spese ammissibili sono relative alla ristrutturazione di beni immobili, o l’acquisto di macchinari e sistemi informatici. “Resto al Sud” è solo una delle tante misure che vengono prese a livello di amministrazioni pubbliche per incentivare la ripresa del lavoro nelle regioni particolarmente disagiate, come l’Abruzzo. La politica può fare molto per aiutare il mondo dell’imprenditoria, sia attraverso gli incentivi ma anche e soprattutto con la creazione di una legislazione più equa e giusta.