La ZES, l’Abruzzo e il Molise

Cosa sta a significare l’acronimo ZES? Zes sta per Zona Economia Speciale e indica un’area, che viene individuata in base alle sue peculiari caratteristiche, all’interno della quale vengono messe in atto una serie di misure finalizzate alla sua ripresa economica  e produttiva. In tutto il mondo ci sono numerose Zes; la più famosa, forse, è quella che comprende Dubai. In Europa le Zes sono in numero minore, ma sembra che alla fine le potenzialità insiste in questa particolare forma di organizzazione territoriale siano state comprese anche nel Vecchio Continente e financo in Italia.

Sembra infatti che le regioni del meridione della penisola, storicamente molto più arretrate dal punto di vista del benessere economico rispetto a quelle del settentrione, verranno raggruppare in una Zes che godrà di particolari benefici. In un primo tempo sembrava che da questo provvedimento dovesse restare esclusa la regione Abruzzo, considerata forse troppo “settentrionale”; ma poi, grazie ad un accordo con la regione Molise, la situazione è stata rettificata. Il punto sullo stato delle cose alla data attuale è stato fatto il 12 settembre a Termoli, quando, nella sala consiliare, alla presenza del sindaco della città Angelo Sbrocca, si è parlato di Zes e di ciò che potrebbe avvenire nel prossimo futuro. Infatti in sede governativa il processo per la delimitazione e la realizzazione di quest’area a statuto speciale è già in atto, e delle novità ulteriori sono previste per la metà del mese di ottobre 2017. Il merito dell’inclusione anche delle regioni Abruzzo e Molise, favorito dal loro accordo, è da attribuire al ministro Claudio De Vincenti, il quale ha perorato la causa di questi due territori facendo presente come fossero bisognosi di incentivi e aiuti per risollevarsi dalla crisi che ormai da anni affligge le imprese produttive. L’idea di Zes si focalizza soprattutto sui comuni della costa, e infatti il porto strategico che è stato individuato per l’area sinergica Molise-Abruzzo è quello di Bari, tanto che si pensa di allargare la sinergia anche alle regioni Puglia e Basilicata. Ma in concreto che cosa vorrà dire per l’Abruzzo entrare a far parte dello Zes? I tre vantaggi di cui godrà quest’area a statuto speciale sono: minore carico fiscale, migliore collegamento per il trasporto delle merci, meno burocrazia. Questi tre fattori potrebbero contribuire non poco a risollevare le sorti dei settori produttivi regionali che si trovano impantanati in una stasi, legata soprattutto ad un carico sempre maggiore di obblighi da ottemperare, a fronte di un mercato sempre più chiuso a livello nazionale. Il respiro delle Zes è invece ben più ampio e ha l’intenzione di allargarsi ad abbracciare l’intero Mediterraneo. Molto nutrita la partecipazione all’incontro termolese, a dimostrazione del grande interesse suscitato dalla questione. Erano infatti presenti nella sala consigliare di Termoli rappresentati dell’ente capofila dell’iniziativa, lo SVIMEZ (Associazione per lo SVIluppo dell'industria nel MEZzogiorno), esponenti del Ministero per la Coesione Territoriale, delle Regioni Molise, Abruzzo e Basilicata. Sono inoltre intervenuti Laura Venittelli, deputata del Partito Democratico che è tra le principali sostenitrici del progetto Zes; Carlo Venziale, assessore regionale al Lavoro, e vari personaggi istituzionali della regione Molise. Per la regione Abruzzo ha presenziato il sindaco di Pescara Marco Alessandrini. Era infine presente anche Luciano Lapenna, presidente Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Abruzzo, il quale ha individuato come punti di forza dello Zes la possibilità di diminuire il giogo burocratico che incombe su chi vuole iniziare un’attività e il calo della pressione fiscale.