La ripresa del manifatturiero in Abruzzo

La fine dell’anno è da sempre il momento ideale per fare dei bilanci, e questo ovviamente accade soprattutto in ambito economico, per verificare in che direzione vanno i mercati e per poter quindi strutturare una strategia migliore per il futuro. A dicembre 2017 i dati raccolti nei primi sei mesi dell’anno hanno permesso di avere un’idea più chiara dello stato del comparto manifatturiero nella regione Abruzzo, conferendo un’impressione positiva di crescita che, per quanto moderata, pure sembra esserci stata.

I dati sono stati presentati e analizzati nel documento chiamato “Rapporto sull'andamento del manifatturiero abruzzese nel primo semestre 2017” realizzato da Confindustria e Cresa (Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico – Sociali). Nel documento si evidenzia subito il ritardo regionale rispetto al Paese. Se in Italia, infatti, l’aumento di produzione manifatturiera, nel complesso, è stato superiore al 2%, in Abruzzo è stato inferiore all’1%. A fronte di questo dato, incoraggiante ma non in modo sostanziale, fa ben sperare però l’incremento di 3 punti percentuali registrato nella produzione e nel fatturato. Il settore occupazionale è cresciuto dell’1,2%, e sono aumentati sia gli ordini interni che quelli esteri. Le imprese che hanno dato le performance migliori sono quelle di media grandezza, prime fra tutti quelle che si occupano di industria chimico-farmaceutica. Meno bene invece sono andate le imprese più piccole, per quanto anche loro abbiano mostrato timidi segni di ripresa. Le grandi imprese a loro volta hanno segnato incrementi tra l’1 e il 3%. Per quel che riguarda le province, quella che ha avuto i risultati migliori nel manifatturiero è stata Chieti; quella che invece ha mostrato i dati più negativi, specie in ambito occupazionale, è stata Pescara. L'Aquila e Teramo invece sono rimaste piuttosto stazionarie rispetto al secondo semestre del 2016. Le previsioni per la seconda metà del 2017, i cui dati saranno resi noti nei primi mesi del 2018, sono comunque positive: si pensa infatti che il trend generale di miglioramento verrà confermato. I settori verso i quali si è più ottimisti sono quelli della produzione manifatturiera e del fatturato, mentre maggiori perplessità si nutrono circa le possibilità di nuova occupazione. Il documento di quest’anno “Rapporto sull'andamento del manifatturiero abruzzese nel primo semestre 2017” segna una notevole novità rispetto al passato, per quanto siano quasi quarant’anni che viene presentato una volta ogni sei mesi. Questa è stata infatti la prima volta in cui Confindustria e Cresa lo hanno stilato unitamente. L’intenzione è di continuare in questa direzione, espandendo il report anche ad altri settori: agricoltura, artigianato e commercio. Il documento è stato reso pubblico in un incontro che si è tenuto a Pescara a fine 2017 a cui sono intervenuti diversi rappresentati istituzionali, i quali hanno spinto l’analisi un po’ oltre i meri dati. Ciò che maggiormente si denuncia è la mancanza di un adeguato supporto che sia capace di cogliere questi segnali di ripresa. Si parla di percentuali molto piccole; se però venissero messe in atto delle misure a livello di amministrazione pubblica volte a sostenere la produzione locali, i numeri potrebbero diventare ben più interessanti. Anche se molto è stato fatto, molto resta da fare: un obiettivo ormai imprescindibile sembra quello della digitalizzazione delle aziende, rispetto al quale l’Abruzzo è in deciso ritardo. L’Industria 4.0 potrebbe infatti rappresentare una risorsa molto importante, ma è necessario che le imprese vengano messe in condizione di capirne i termini e come sfruttarla al meglio. Anche in questo caso è quindi necessario un intervento formativo e informativo che fornisca agli imprenditori gli strumenti più adeguati per far crescere le proprie aziende.