La crescita del manifatturiero in Abruzzo e la spinta alla digitalizzazione

Lo scorso luglio 2017 in Abruzzo è stato stipulato un accordo tra Confindustria Abruzzo e CRESA (Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali d'Abruzzo) che sembrerebbe aver portato i suoi frutti. I dati raccolti nel 2017 relativamente al comparto manifatturiero appaiono incoraggianti, tanto da far ben sperare per il futuro e da dare una spinta verso nuovi investimenti di risorse nel campo della formazione.

Se il focus l’anno scorso è stata l’industria 4.0, e l’impegno profuso in questa direzione ha portato i suoi risultati, per quest’anno invece si intende puntare alla digitalizzazione delle imprese. In Abruzzo si è ancora parecchio indietro in questo settore, ma si intende migliorare la situazione in poco tempo. Intanto, i dati elaborati da CRESA sulla base di un’indagine condotta su un campione di 250 aziende mostra il seguente panorama. La produzione e il fatturato sono cresciuti oltre la media nazionale di circa un punto percentuale; così come sono cresciute le esportazioni, tanto nazionali che internazionali, e gli occupati. Le imprese che trainano il comparto manifatturiero sono quelle di dimensioni medie, con un aumento sensibile della produzione che sfiora il 6%, ma solo debole per quel che riguarda l’occupazione. Anche le piccole imprese si difendono bene, anche se con numeri meno lusinghieri di quelle medie. Soprattutto appare in forte ripresa l’export verso l’estero, che ha conosciuto una sensibile crescita nel corso del 2017. Le grandi imprese, infine, sono quelle che soffrono di più: si può dire che vadano meglio perché, dal segno negativo, si è passato al segno positivo. Tra le province quella che va meglio è Pescara, seguita da L’Aquila, Teramo e Chieti come fanalino di coda. I dati elaborati da CRESA fanno quindi nutrire un timido ottimismo anche per questo primo semestre 2018, e soprattutto spingono ad elaborare piani per il futuro. Come si diceva, l’intenzione è di spingere in modo sempre più deciso verso la digitalizzazione delle imprese. Il panorama, da questo punto di vista, in Abruzzo è ancora desolante. Dall’indagine realizzata da Confindustria e Cresa appare come le aziende di impianto tradizionale, con non più di 50 addetti, ancora non dispongano di una connessione ad internet. Tra le altre, una sensibile percentuale non ha la possibilità di connettersi in banda larga, con notevole disagio nello sfruttamento delle soluzioni tecnologicamente più avanzate. Al momento il tipo di connessione più diffusa è l’ADSL. Oltre l’80% delle aziende considerate dall’indagine dichiara di non avere chiaro il motivo per cui la connessione al web possa portare un vantaggio alla loro attività, ritenendo che il digitale non abbia che una scarsa influenza sul loro indotto. Appena un 15% riconosce l’importanza dell’utilizzo dei nuovi strumenti digitali per la crescita del business. Internet viene usato soprattutto per tenere rapporti con i clienti, per la gestione aziendale interna e per la promozione. C’è chi però usa internet solo per gestire la posta elettronica. Riguardo alle infrastrutture tecnologiche di cui si sono dotate le aziende abruzzesi, solo un risicato 10% ha all’interno del suo staff operativo un esperto in nuove tecnologie; un altro 9% usa queste risorse in regime di collaborazione esterna. Ciò vuol dire che circa l’80%delle imprese non ha alcuna figura professionale preposta ad occuparsi della gestione delle risorse digitali. Dal punto di vista dell’informatic, le applicazioni maggiormente sfruttate sono la firma digitale e la fatturazione, in misura minore il web viene sfruttato per il marketing e la sicurezza. Quindi c’è molto da lavorare perché l’impresa abruzzese diventi davvero “digitale”.