L’imprenditoria in Abruzzo: luci ed ombre

La Regione Abruzzo vive una crisi che investe l’intero Paese Italia, ma presenta anche delle peculiarità che le sono specifiche e sono sotto la lente di osservazione di tutte le associazioni e gli enti chiamati ad occuparsi di lavoro. Purtroppo, ci sono dati che non possono in nessun modo far dormire sonni tranquilli, e sono quelli che riguardano un settore che un tempo è stato la punta di diamante dell’economia abruzzese e oggi ne costituisce del fanalino di coda.

Stiamo parlando delle piccole imprese artigiane, che per il quinto anno consecutivo hanno fatto registrare numeri sempre in calo e non ancora in ripresa. La CNA Abruzzo ha infatti commissionato uno studio relativo alle imprese artigianali della Regione che analizza in particolar modo il loro andamento nei primi tre mesi del 2018: il quadro che ne risulta, purtroppo, non offre molte speranze né segni di miglioramento. Secondo quanto si può leggere nel report, nel mese di marzo si è registrato un calo di 372 imprese artigiane rispetto al periodo precedente; l’aspetto più inquietante è che questo dato non è una novità visto che si ripete, più o meno immutato, da cinque anni a questa parte. L’unica (magra) consolazione è che la decrescita è inferiore rispetto al passato, anche se di poche decine di unità. La provincia che ha dimostrato la sofferenza maggiore è quella di Chieti; quella che va un po’ meglio, anche se sempre in modo relativo, è quella di Pescara. Il settore artigiano che vive la situazione peggiore è sempre l’edilizia, seguita da manifattura, ristorazione e trasporti. Ciò che maggiormente impensierisce gli addetti ai lavori è il fatto che questi dati non sono in linea con la media nazionale, e pongono l’Abruzzo come fanalino di cosa per quel che riguarda le imprese artigiane. Savino Saraceni, presidente regionale della CNA, lamenta l’assenza della politica. Ha infatti ricordato come sia necessario un sostegno al credito da parte delle istituzioni per permettere all’artigianato abruzzese di riprendersi. Intanto anche la CNA cerca di fare la sua parte: venerdì 18 maggio 2018 si è tenuto a Pescara, presso lo stabilimento dell’Aurum (rinomato liquore locale) un convegno intitolato “RiGenerazione”. In attesa che chi di dovere prenda le misure necessarie, da parte delle associazioni di categoria come la CNA è nata la consapevolezza che per aiutare in modo incisivo le piccole imprese artigiane è necessario avvalersi di tutti i mezzi che le nuove tecnologie mettono a disposizione. Per aiutare davvero gli imprenditori locali si vuole creare una rete di competenze che possa muoversi sul filo del web, che sia quindi presente sul territorio ma che sia anche in grado di ampliare gli orizzonti. A questo scopo sono stati creati otto tavoli tematici, ad ognuno dei quali è stato assegnato un problema su cui riflettere, per dare soluzioni ad alcuni dei quesiti che richiedono una più immediata risoluzione. Infine, anche da parte della Regione Abruzzo è arrivato un segnale positivo: un nuovo bando chiamato “VocAzione di Impresa” che stimola i disoccupati con oltre trent’anni di età non a cercare lavoro, ma a crearselo mettendo sul piatto la propria idea imprenditoriale. Grazie ai fondi stanziati con questo bando sarà possibile avere supporto e affiancamento per la stesura di un business plan che, nel caso venga ammesso a finanziamento, sarà seguito da esperti del settore per il primo anno di attività. Se i problemi nel mondo dell’impresa abruzzese ci sono, e sono numerosi, sono anche numerose le forze in campo che cercano di risolverli.