L’Abruzzo verso l’Industria 4.0

Quando si parla del lavoro del futuro, gli esperti continuano a ripeterci che ci sarà bisogno di figure professionali sempre più specificatamente formate in ambito informatico. È infatti prevedibile che le macchine, le cosiddette intelligenze artificiali, finiscano per svolgere la maggior parte del lavoro manuale specializzato che oggi viene ancora svolto dall’uomo. Per l’essere umano resteranno quindi impieghi più intellettuali, che sfruttino la conoscenza di quelle macchine e possano ottimizzarle al meglio.

Esistono già tante figure professionali che sono appetibili per i giovani che iniziano in questo momento un processo formativo. Tra questa vi è il data scientist, che è un profilo molto specifico ma che inizia già ad essere ricercato anche in Italia. In virtù dell’esistenza di database informatici che possono immagazzinare un gran numero di informazioni, molte di più di quelle che potrebbe tenere a mente un essere umano, al giorno d’oggi le aziende dispongono di una quantità di informazioni molto più elevata che in passato da usare per poter elaborare le proprie strategie. Possedere dei dati, però, non significa essere in grado di organizzarli in modo razionale, comprenderli e trarne le opportune conclusioni. Per questo nasce la figura del data scientist, il cui compito all’interno di un’azienda è proprio quello di usare tutti i dati raccolti per far crescere l’attività imprenditoriale nell’ambito delle quale opera. I dati informatici sono utili non solo per pianificare strategie aziendali, ma anche per tenere i rapporti con i clienti e per gestire al meglio il personale. Questa figura cioè può essere di fondamentale importanza praticamente in ogni campo d’azione dell’azienda. Per questo motivo la Regione Abruzzo ha deciso di implementare un nuovo percorso di formazione, che ha avuto inizio il 14 settembre 2018 per 15 ragazzi i quali potranno specializzarsi per diventare data scientist. Ad organizzare il corso è una nuova branca nata di recente dell’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara, l’M-Research Data Analysis che, come testimonia il suo stesso nome, ha proprio una vocazione specificatamente orientata verso questo settore dell’informatica. L’aspetto interessante del nuovo percorso formativo è che non si esaurirà in aula. Ai ragazzi verranno forniti tutti gli strumenti necessari per poter in futuro esercitare la professione del data scientist, grazie a docenti qualificati e già esperti nel settore. Alcuni di loro, i più fortunati, potranno avviare una collaborazione attiva con aziende che hanno già manifestato il loro interesse nei confronti di questa figura professionale. Non si tratterà propriamente di un tirocinio, ma di un’assunzione retribuita che permetterà ai ragazzi di sperimentare subito sul campo le conoscenze appena acquisite. Per gli altri resterà un bagaglio di conoscenze che potrà comunque essere loro molto utile in futuro. I giovani sono stati selezionati all’interno di alcuni ambiti di studio: le lauree prese in considerazione sono state quelle di Economia, Matematica, Statistica, Ingegneria e Informatica. Sono però state prese in esame anche lauree Umanistiche con determinati indirizzi. Massimo Del Gatto, docente del dipartimento di Economia dell’Università d’Annunzio e presidente di M-Research, ha sottolineato come l’idea di creare questo corso sia nata proprio da una spinta derivante dalle imprese abruzzesi, che hanno dimostrato interesse per le nuove modalità imposte e proposte dell’Industria 4.0. Si percepisce cioè come l’informatizzazione possa rappresentare un supporto molto valido, nonché imprescindibile, per superare la crisi che attanaglia il lavoro in Italia. Riccardo Di Nisio, senior data scientist di M-Research, che sarà anche il supervisore dell’intero progetto, ha illustrato i molti vantaggi che la repenza di un data scientist potrebbe portare in seno alle aziende che sono state tanto illuminate da volerlo adottare.