Hubruzzo e la nuova imprenditoria abruzzese

Il 5 febbraio scorso ha preso il via in Abruzzo una nuova avventura che si pone come rivoluzionaria e che nel futuro prossimo potrebbe avere molti interessanti sviluppi. Il nome è “Hubruzzo”, termine che unisce il nome della Regione dove nasce e il termine anglosassone “hub” che vuol dire “centro”. L’idea nasce dall’incontro di sette imprenditori locali che hanno concepito insieme un nuovo “sogno”: quello di riformare dalle basi il mondo imprenditoriale abruzzse veicolandolo verso il nuovo millennio in modo competitivo e innovativo.

Nello specifico la fondazione Hubruzzo (nel cui logo la U può essere rovesciata e diventare una A) è formata da Roberto di Vincenzo (Carsa) che ha il ruolo di segretario generale, Ottorino La Rocca (Valagro), Umberto Sgambati (Proger), Enrico Marramiero (Almacis), Marcello Vinciguerra (Honda Italia), Sergio Galbiati (L-foundry), Giuseppe Ranalli (Tecnomatic), Enrico Marramiero (Almacis) e Gennaro Zecca (Zecca Energia). All’incontro del 5 febbraio, che si è tenuto in un comune della provincia di Pescara, i sette imprenditori si sono presentati ai giornalisti con grande entusiasmo, chiedendo loro di farsi portavoce e sostenitori di questo nuovo progetto che ora ha avuto la sua ufficializzazione ma che nei fatti ha avuto inizio già circa un anno fa. L’idea da cui è partito il tutto è quella di un nuovo “umanesimo imprenditoriale”, di un nuovo modo di fare impresa che metta al centro non il singolo individuo ma il gruppo. Uno dei principi ispiratori è il motto dell’economista John Nash “Il miglior equilibrio si ottiene quando ognuno ricerca ciò che è meglio per sé e per il gruppo”. Quindi si vuole creare una rete di competenze e contatti che sia in grado di far sviluppare al meglio le potenzialità insite nel territorio abruzzese, perché è il territorio al centro del progetto, la sua crescita e lo sviluppo delle sue peculiarità. Il profitto è certamente uno degli obiettivi da perseguire, ma non il solo e non prioritario, tant’è che ognuno dei sette fondatori ha investito 25 mila euro come capitale iniziale per dare il via all’attività della fondazione Hubruzzo. Attività che, nel concreto, prevede, almeno in questi primi step, la realizzazione di uno studio che analizzi ed individui le eccellenze abruzzesi. Questo studio è stato commissionato alla Fondazione Symbola. In seguito si ambisce a reclutare altri imprenditori, fino ad arrivare almeno ad un totale di 11, per poter dare vita ad altri progetti: corsi di formazione, premi, dottorati e borse di studio; un forum di discussione e confronto; operazioni di sostegno alle nuove imprese start up. Questi progetti concreti si inseriscono in due obiettivi teorici di fondo: il primo è quello di attirare nuovi talenti, di impedire che fuoriescano dall’Italia ma che diventino risorsa per il luogo in cui sono nati. Il secondo è anticipare i tempi, capire in che direzione vanno i mercati e l’imprenditoria per sapere quali saranno i nuovi posti di lavoro maggiormente richiesti e crearli, andando incontro alla domanda ancora prima che venga espressa. Hubruzzo vuole anche ribaltare l’immagine negativa che troppo spesso si ha delle imprese, come se fossero degli sciacalli che vogliono solo depredare un territorio per arricchirsi senza apportare alcun beneficio. Al contrario, si vogliono mettere in campo tutte le risorse necessarie per dare beneficio al territorio, creando un indotto di cui anche i singoli imprenditori possano fruire.