Accordo Confindustria-Cresa per il manifatturiero

L’industria nella Regione Abruzzo, come d’altro canto, purtroppo, in molte altre regioni italiane, è in grave crisi e si rende quindi necessario strutturare delle strategie efficaci per dare una netta sterzata alla situazione e riportare i numeri in positivo. Fare questo non è impossibile, ma è necessario adeguarsi ai nuovi tempi e ai cambiamenti del mercato che richiedono un adeguamento anche e soprattutto digitale.

Affinché gli imprenditori però possano studiare le prossime mosse da compiere, e affinché anche gli organi istituzionali possano fornire il giusto supporto, si rende necessario studiare con attenzione i dati degli anni passati e della congiuntura attuale al fine di rilevare le criticità e i punti di forza. Le prime dovranno essere annullate e i secondi invece consolidati. La raccolta dei dati al giorno d’oggi, grazie ai potenti mezzi informatici di cui disponiamo, non è difficile; più difficile però è sistemarli in modo organico, univoco e strutturato al fine da riuscire a trarne tutte le informazioni necessarie. A tale scopo in Abruzzo è stato siglato uno storico accordo tra Confindustria e Cresa (Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali) che per il momento riguarda solo il settore del manifatturiero ma che si prevede in seguito possa allargarsi anche ad altri settori produttivi. L’accordo in questione è stato siglato dai rispettivi presidenti, Agostino Ballone e Roberto Di Vincenzo alla presenza dei direttori di Confindustria e Cresa. In sostanza si è deciso di comune accordo di unire gli sforzi: mentre fino ad ora i due enti avevano raccolto dati e informazioni sulla produttività regionale in modo separato, occupandosi ognuno di trarre le proprie conclusioni, ora si è deciso invece di elaborare un unico documento di sintesi che si avvalga dell’apporto di ambo le strutture. Si capisce facilmente quali possono essere i vantaggi di una simile sinergia: non ci sarà più spreco di energie nel condurre due ricerche parallele e soprattutto non ci saranno più discrepanze né nei dati né nelle conclusioni. Infatti tutto il materiale raccolto verrà elaborato univocamente, in modo tale da riuscire ad armonizzare anche le conclusioni e, di conseguenza, riuscirre a studiare un piano di azione. Nello specifico per l’immediato futuro si prevede di portare avanti un’indagine sull’andamento del settore manifatturiero in questa prima metà dell’anno, focalizzandola nella direzione della cosiddetta “industria 4.0”; poi si procederà con un monitoraggio annuale. Sarà Confindustria ad occuparsi delle rilevazioni nelle aziende selezionate; i due enti poi trarranno ognuno le proprie conclusioni politiche e infine un report dettagliato verrà pubblicato sui rispettivi siti e in cartaceo a cura di Confindustria. Tanto Ballone che Di Vincenzo si dicono soddisfatti di questa nuova joint venture che si è creata, convinti come sono che questo apporterà non pochi benefici alla produttività regionale. Secondo Ballone avere dei dati omogenei che permettano di elaborare delle statistiche più precise e corrispondenti al vero sarà di grande utilità per comprendere in modo più chiaro qual è lo stato delle cose in regione, potendo di conseguenza dare un supporto concreto e decisivo ad imprenditori e aziende. Secondo Ballone è di fondamentale importanza che tutte le imprese abruzzesi superino il gap digitale di cui ancora soffrono, perché non disporre degli adeguati strumenti tecnologici rischia di portare ad un isolamento. Di Vincenzo invece ha spiegato che Cresa, con questo accordo, porta avanti un progetto che coltiva da tempo, che mira a creare una rete che riesca a connettere tutti gli attori della filiera produttiva, perché collaborazione vuol dire possibilità di ripresa dalla crisi che attanaglia il mondo delle imprese.